Prestazione occasionale o apertura partita iva?

Se sei un professionista o un freelance e ti hanno offerto un lavoro, e sei indeciso su come regolamentare la prestazione, questo articolo fa per te! In prima battuta, ti sembrerà certamente più semplice optare per la prestazione occasionale rispetto ad aprire partita iva, quantomeno per diminuire gli impegni burocratici; la scelta però, non è così scontata come sembra! 

La prestazione occasionale è quello strumento che viene utilizzato da coloro i quali vogliono intraprendere saltuariamente e in modo sporadico una attività professionale e che dunque non sono obbligati ad aprire una partita Iva.

La prestazione occasionale, riguarda quella attività che non hanno il carattere dell’abituabilità e della professionalità, e vengono svolte senza vincoli di subordinazione né potere di coordinamento da parte del committente. 

Quando sono costretto ad aprire la Partita Iva?

Avrete sicuramente sentito parlare del fatto che, superando con le prestazioni occasionali il limite annuo di 5.000€, fosse necessario aprire la partita Iva: FALSO!

Dovrai aprire la partita Iva nel solo caso in cui l’attività svolta presenti i requisiti di continuità, della professionalità e dell’esercizio in forma organizzata dell’attività. In presenza di questi requisiti, l’apertura della partita IVA sarà dunque obbligatoria, anche se questa non avesse prodotto alcun ricavo. Il limite dei 5.000€ annui, è rilevante ai soli fini dell’iscrizione all’ INPS, ovvero, se svolgi lavoro occasionale e superi il limite reddituale di 5mila euro annui, sarai obbligato ad iscriverti alla gestione separata INPS e a versare i contributi a percentuale. Se dunque ti è stato consigliato di utilizzare la prestazione occasionale fino ad un ricavo di 5.000€ e in caso contrario aprire la partita Iva: questo non è un suggerimento corretto!

Ma mi conviene aprire la Partita Iva?

Se per svolgere la tua attività, sei obbligato ad aprire la partita Iva, non disperare! Non è necessariamente una cattiva notizia. 

Ma vediamo perché! Supponiamo che la tua previsione annua sia quella di fatturare 9.000€, vediamo che succede:

Il contribuente che effettua la prestazione occasionale è tenuto a rilasciare, al soggetto committente, una ricevuta di pagamento indicando il compenso lordo percepito, decurtato della ritenuta d’acconto IRPEF del 20%. 

La prestazione occasionale non è soggetta ad IVA, ma occorre applicare una marca da bollo da 2€ su tutte le ricevute del pagamento superiori a 77,47€. 

Sui compensi maggiori di 5.000€, si calcolano i contributi INPS a percentuale: su 9.000€ si pagheranno quindi 2.070€ di imposte, calcolate secondo le aliquote progressive IRPEF, in questo caso si applica il 23% che è l’aliquota relativa al primo scaglione e contributi previdenziali per 450€. Questi sono calcolati applicando la percentuale prevista per i collaboratori iscritti alla gestione separata INPS che è pari al 33,72%. 

Nel caso di collaboratori occasionali, i contributi sono ripartiti per un terzo a carico del collaboratore e per due terzi a carico del committente. Il lavorare occasionale, avrà un’uscita finanziaria di 2.520€.

Ultimi consigli

Innanzitutto, è consigliabile per il contribuente, adottare il regime forfettario che, per importi minimi, è senza dubbio conveniente. 

Con il regime forfettario infatti, non viene applicata né ritenuta d’acconto, né l’IVA! Anche con la p. Iva, bisognerà apporre una marca da bollo da 2€ se le fatture emesse, superassero i 77,47€.

La tassazione fiscale in questo caso, prevede un abbattimento dell’ imponibile a forfait, nel caso dell’attività professionale la percentuale di forfait è del 78%. Trattandosi di una nuova attività, l’aliquota IRPEF applicata è del 5%. Tornando quindi al nostro esempio, il contribuente pagherà IRPEF per 351€ complessivi. 

La gestione previdenziale sarà invece interamente a carico del contribuente. Su un reddito di 9.000€, essi saranno pari a 2.360€.

L’uscita finanziaria tra tasse e contributi sarà dunque di 2.711€.

Come puoi vedere, la differenza annua sarà di soli 191€, non si tratta dunque di un importo così rilevante da giustificare ansie da partita Iva.

Inoltre, con la p.Iva, sarà possibile pianificare il tuo business nel lungo periodo, potendo promuovere la tua attività! 

Come sempre, ti consiglio comunque di rivolgerti ad un consulente, che potrà aiutarti nell’ individuare la scelta più giusta per te.

Se ancora non l’hai fatto vai a leggere anche l’articolo dedicato agli errori da non fare quando apri la partita iva.

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