Il Consiglio dei ministri ha approvato il disegno di legge di bilancio per l’anno prossimo, il bilancio pluriennale per il triennio 2023-25 e l’aggiornamento del Documento Programmatico di Bilancio (DPB). Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha firmato il testo e ora spetterà al Parlamento valutarlo!
Rottamazione delle cartelle. Partiamo da qui
Iniziamo col parlare di “Rottamazione delle cartelle”, per quanto concerne i carichi affidati agli agenti della riscossione, dal 1° gennaio al 30 giugno 2020. Questi potranno essere estinti senza incorrere in sanzioni o interessi, ma bensì, versando solamente le somme dovute a titolo di capitale nonché quelle maturate a titolo di rimborso spese per le procedure esecutive e per la notifica delle cartelle di pagamento.
Il pagamento potrà essere effettuato in un’unica soluzione oppure al massimo in diciotto rate.
È previsto il saldo delle prime due rate, pari al 10% ciascuna del debito complessivo è avranno scadenza 31 luglio e 30 novembre 2023, mentre le rate rimanenti, avranno scadenza 28 febbraio, 31 maggio, 31 luglio e 30 novembre di ogni anno con un tasso di interesse pari al 2% annuo.
Per aderire alla rottamazione, il debitore dovrà presentare apposita dichiarazione entro il 30 aprile 2023. È inoltre prevista la cancellazione delle cartelle fino al 2015, con un importo inferiore a 1.000 €.
Regime forfettario, cosa prevede la nuova riforma?
Tra le riforme più attese in questa legge di bilancio, vi è sicuramente quella relativa al regime forfettario, vediamo dunque cosa cambia!
La principale novità, riguarda l’ incremento della soglia dei ricavi da 65.000 a 85.000 €.
Così facendo si andrebbe ad allargare il raggio dei beneficiari, permettendo forse di recuperare i ricavi oggi occultati per evitare di superare l’attuale soglia di 65.000 €.
La nuova riforma prevede una forbice tra gli 85.000 e i 100.000 €, se il contribuente supererà infatti la soglia di 85.000 €, rimanendo entro i 100.000 €, egli uscirebbe dal regime “Flat tax” -nuovo nome del regime agevolato- l’uscita in questo caso avverrebbe nell’anno seguente.
Se invece si superasse la soglia dei 100.000 €, la fuoriuscita sarebbe immediata!
Novità nell’uso dei contanti, cosa cambia?
Grosse novità riguardano anche l’utilizzo dei contanti: la soglia si innalza infatti da 1.000 a 5.000 €.
Ma questa non è l’unica novità! È previsto infatti anche un nuovo limite per quanto concerne i pagamenti digitali: i commercianti professionisti potranno dunque rifiutare i pagamenti sotto i 60 € senza incorrere in sanzioni; attualmente, era infatti prevista una multa di 30 €, con l’aggiunta del 4% del valore della transazione, per coloro i quali si rifiutassero di accettare pagamenti con la carta di credito/debito di qualsiasi cifra.
Vengono invece prolungate le misure che riguardano le agevolazioni prima casa per i giovani under 36.
Legge di bilancio 2023 e Reddito di cittadinanza.
Per quanto riguarda il reddito di cittadinanza è invece in arrivo una riforma: per l’anno 2023 infatti, verranno riconosciute come limite massimo otto mensilità!
I datori di lavoro che assumeranno come dipendenti con contratto a tempo indeterminato, i percettori di reddito di cittadinanza, si vedranno riconosciuti sgravi contributivi totali per un periodo di dodici mesi.
Importanti novità per le imprese.
Si segnalano due novità per le imprese.
- La prima, introduce la possibilità di estromettere dal reddito di impresa alcuni beni e assegnarli in modo agevolato ai soci. Nello specifico, la legge di bilancio, consentirà la fuoriuscita dalle società dì persone e capitali, di beni immobili o mobili registrati e non solo inquadrati come beni strumentali, pagando un’imposta sostitutiva pari all’8%;
- La seconda, introduce invece una” Flat tax” incrementale. Ovvero una tassazione agevolata calcolata sugli incrementi di reddito, realizzati durante l’anno di imposta rispetto al più alto dei redditi realizzati nei tre anni precedenti; la parte incrementale del reddito, verrà estromessa dal reddito complessivo e non sarà dunque soggetta a tassazione progressiva IRPEF, ma bensì a imposta fissa del 15%, ma questo argomento lo approfondiremo in uno dei prossimi articoli!
Sono previsti sgravi fiscali per quelle imprese che assumono, a tempo indeterminato, lavoratori provenienti da un contratto a tempo determinato, per quelle imprese che assumono donne under 36 e percettori del reddito di cittadinanza.
Misure a sostegno delle imprese ma non solo, la manovra prevede infatti anche la diminuzione del cuneo fiscale, con esoneri contributivi totalmente a beneficio dei lavoratori dipendenti con redditi bassi.
Le nostre raccomandazioni
Come sempre ti consiglio di rivolgerti ad un consulente, che potrà aiutarti nel tuo caso specifico.
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