Assegno unico 2023: ecco cosa fare per non perderlo!

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Con la Legge di Bilancio 2023, ci sono novità anche per quanto riguarda l’assegno unico destinato alle famiglie con figli a carico, con la nuova manovra, aumentano di fatto le cifre, scopriamo come dover agire per non rischiare di lasciarselo scappare!

Se non vuoi lasciarti scappare la possibilità di beneficiare dell’aumento dell’assegno unico, dovrai presentare la Dichiarazione Sostitutiva Unica per il rinnovo dell’ ISEE (DSU), entro il 28 febbraio. Se non presenterai la domanda, riceverai sì l’assegno da parte dell’INPS, ma lo riceverai al minimo degli importi!

Il rischio è inoltre quello di vedersi decurtato ulteriormente l’importo, rispetto a quanto avevi percepito finora.

Di quanto saranno aumentati gli assegni destinati alle famiglie con figli?

Gli aumenti in vista saranno cospicui e disponibili da febbraio 2023:

  • Si tratta del 50% in più per gli assegni per il primo anno di vita del bambino; 
  • Il 50% in più per le famiglie più numerose, con tre o più figli compresi tra uno e tre anni di età, per i quali spetta, per ogni figlio, il 50% in più, a patto che non si superino i livelli di ISEE di 40.000€;
  • Aumento del 50% della maggiorazione forfettaria che arriva a 150 € mensili, per i nuclei familiari con almeno quattro figli.

Novità anche per i figli disabili

Non sono finite qui le novità! Il governo ha reso permanente la maggiorazione per le famiglie con figli disabili (senza limiti di età ) che era stata prevista temporaneamente per il 2022;  la misura non richiederà infatti un rinnovo di anno in anno. Le cifre rimarranno quelle comprese tra 175 e 50 euro.

All’importo base, si applicano le seguenti aggiunte:

  • 105 € mensili per figlio minorenne non autosufficiente;
  • 95 € mensili per figlio minorenne con disabilità grave;
  • 85 € mensili per figlio con una disabilità media.

Questo vale per i figli minori di 21 anni, per quelli che hanno più di 21 anni, rimarrà corrisposta la cifra base.

Come si effettuano le domande per l’assegno unico?

Come precisato dall’INPS, grazie a un nuovo sistema automatizzato, non sarà necessario presentare la domanda per le famiglie che hanno già beneficiato nel 2022.

Per chi invece non avesse mai ricevuto l’assegno unico, sarà necessario presentare domanda all’INPS, o sul sito stesso, oppure tramite il numero verde dell’istituto; oppure per mezzo di un CAF o patronato. La domanda va presentata entro il 28 febbraio, c’è comunque tempo fino a giugno 2023, per poter godere degli arretrati.

 

Scopriamo come viene pagato l’assegno unico.

L’INPS erogherà l’assegno tramite le seguenti modalità:

  • Pagamento in contanti in uno degli sportelli postali;
  • Accredito diretto sulla carta Reddito di Cittadinanza di poste italiane;
  • Accredito su conto corrente bancario, postale, libretto di risparmio dotato di codice iban.

Il genitore che ne fa domanda potrà scegliere al momento della compilazione tra le diverse modalità di pagamento. 

Le nostre raccomandazioni

Come sempre ti consiglio di rivolgerti ad un consulente, che potrà aiutarti nel tuo caso specifico.

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