Partita Iva: gli errori che non devi assolutamente fare! 

Per potersi affacciare al mondo Partita Iva, è fondamentale analizzare alcuni importanti aspetti riguardanti il lavoro autonomo.

Questo per non ritrovarsi successivamente a dover fronteggiare ostacoli insormontabili.

Prima di iniziare a parlare delle scelte da un punto di vista fiscale, vorrei soffermarmi su alcuni aspetti che spesso vengono trascurati perché considerati non di basilare importanza.

La prima considerazione da fare, è sicuramente relativa al business plan.

Non avere un piano di business ben strutturato è certamente l’errore più grande che si possa commettere. Considerare il solo fattore “fatturato meno costi” può risultare un ragionamento semplicistico.

Bisogna considerare i costi di avviamento, l’evoluzione del mercato, i competitor, rischi di insolvenza, definire un giusto equilibrio tra le fonti di finanziamento ecc.

Perché devo rivolgermi ad un consulente?

È molto importante non sottovalutare la figura del consulente.

Il commercialista è una figura di riferimento quando si intraprende un percorso di lavoratore autonomo.

Una figura che non si limiterà soltanto ad un ruolo di consulente fiscale, che è ovviamente una parte fondamentale del suo lavoro, ma affiancherà l’imprenditore o il professionista nelle scelte aziendali.

Fornendogli gli strumenti necessari per facilitare la crescita dell’attività dall’apertura della partita iva in poi.

Quali sono gli aspetti fondamentali da considerare quando si decide di aprire una partita iva?

Oltre ad avere un chiaro e adeguato business plan, bisogna considerare l’importanza della strategia di marketing. Soprattutto in fase di start-up, è di fondamentale importanza pianificare una adeguata strategia di marketing che ti permetta di farti conoscere nel modo più rapido e adeguato. 

Altri due aspetti da tenere in conto quando ci si lancia nel mondo degli autonomi, sono legati il primo, alla mentalità del neo imprenditore, che spesso non intraprende questo viaggio con la giusta mentalità, considerando la Partita Iva come un’opzione contrattuale e non come un progetto di vita.

Questo porta spesso a ragionare come un lavoratore dipendente. Non progettando non si investe e di conseguenza non si cresce! 

Un altro errore legato all’organizzazione dell’attività professionale, è di non valutare il possibile coinvolgimento di nuovi collaboratori qualora vi fossero momenti di lavoro più intensi.

Conviene operare come partita iva individuale o sotto forma di società?


Dopo aver valutato tutti i punti da considerare quando si intraprende un percorso da autonomo, vediamo invece come scegliere se operare singolarmente oppure come società e, in quest’ultimo caso, se scegliere una società di persone o di capitali.

Diciamo subito che non è possibile definire con certezza e a priori, quale sia la scelta migliore, si potrà però fare un’analisi con il proprio consulente di fiducia. Possiamo dire che, scegliere di operare singolarmente, può essere corretto se si è da soli oppure se l’attività in questione ha dimensioni ridotte. Se invece il business di cui si parla, ha già dimensioni strutturate, si potrà pensare ad una struttura più complessa, come può essere una società di persone o capitali.

Società di persone e società di capitali. Di cosa si tratta?


La società di persone, può essere gestita più semplicemente rispetto ad una società di capitali e quindi, avere costi di gestione più facilmente sostenibili; d’altro canto però, nella società di persone, c’è il problema della responsabilità illimitata dei soci, aspetto che va attentamente considerato. 

La società di capitali dà invece maggiori garanzie da questo punto di vista ma, dall’altra parte, presenta però una conduzione più complicata e con maggiori costi di gestione. 

Una volta definita la struttura con la quale si vuol operare, si potrà optare per il regime fiscale più vantaggioso.

Quanti regimi fiscali esistono in Italia?

In Italia, esistono tre tipi di regime fiscale:

  • Il primo è il regime ordinario è obbligatorio per le società di capitali e per chi ha un volume di affari oltre 400.000 € per le imprese di servizi e oltre 700.000 € per le altre attività. 
  • Il secondo è il regime semplificato può essere adottato dalle imprese individuali e dalle società di persone.
  • Il terzo è il regime forfettario può essere adottato dalle imprese di dimensioni minori che rispettano determinati requisiti. Rispetto agli altri due, il regime forfettario, offre la possibilità di scegliere anche una agevolazione contributiva. In particolare per i contributi INPS dovuti da artigiani e commercianti che potranno, su istanza del contribuente, essere ridotti del 35%. 

Possiamo dunque dire che, prima di avviare la tua attività, ci sono molteplici aspetti da prendere in considerazione.

È fondamentale avere quindi il giusto supporto nell’affrontare le varie decisioni non solo fiscali, amministrative o contabili, ma anche di strategie commerciali, marketing e capacità relazionali. 

Per poter raggiungere un ottimo risultato, il progetto deve essere ben strutturato, da ogni punto di vista.

Potrebbero interessarti anche...