In periodo di dichiarazione dei redditi, sono tanti i dubbi che ci possono assalire: vediamo insieme di far chiarezza.
Cosa è importante sapere quando si redige la dichiarazione dei redditi?
Devi sapere che l’erario, con la dichiarazione dei redditi, non ti richiede solo il saldo, ovvero l’imposta dovuta sul reddito dell’anno che viene dichiarato, ma anche gli acconti per l’anno successivo
Tasse: tutti i contribuenti devono versare gli acconti?
Non tutti i contribuenti dovranno versare gli acconti, solo coloro i quali dovranno versare un’imposta superiore a 51,65 € al netto di detrazioni, crediti di imposta, ritenute ed eccedenze.
L’importo degli acconti in questione, va verificato tramite il proprio modello redditi, cercando il quadro riassuntivo dei redditi e delle imposte (RN) e guardando cosa indicato al rigo “RN34”, denominato “Differenza”; se il valore indicato non superasse i 51,64 €, non si dovranno versare gli acconti.
Cos’è l’acconto e come si calcola?
L’acconto è sostanzialmente un anticipo d’imposta relativo all’anno successivo. I metodi per effettuare il calcolo sono due:
- Il metodo storico;
- Il metodo previsionale.
Con il metodo storico l’ acconto verrà calcolato sulla base dell’imposta che il soggetto in questione ha pagato nell’anno precedente.
Ad esempio, se nel rigo RN, il valore indicato è di 1.000€, questa sarà la base di calcolo per gli acconti.
Con il metodo previsionale invece, il calcolo degli acconti si baserà su una previsione. Verrà calcolato in modo presunto il debito d’imposta da pagare l’anno successivo. Questo metodo viene utilizzato quando si pensa di avere, per l’anno successivo, un reddito inferiore. Ovviamente, si correrà il rischio di non stimare con precisione l’importo dovuto e in questo caso il contribuente, sarà costretto a pagare sanzioni e interessi.
Vediamo come calcolare gli acconti delle tue tasse
L’acconto IRPEF dovuto è pari al 100% dell’imposta dichiarata nell’anno, a seconda dell’importo in questione cambieranno le scadenze.
Se l’acconto dovuto è inferiore a 257,52 €, il versamento avverrà in un’ unica rata ed entro il 30 novembre. Nel caso in cui sia superiore a 257,52 € invece, si pagheranno due rate: la prima, insieme al saldo dell’anno dichiarato, entro il 30 giugno, la seconda invece entro il 30 novembre.
Se sei una persona fisica, senza Partita IVA, la prima tranche di acconto è del 40% del totale complessivo, mentre la seconda sarà del mancante 60%.
Invece se sei soggetto con P.IVA, dovrai versare il 50% a giugno e il restante a novembre.
La prima rata di acconto, insieme al saldo IRPEF, possono essere pagate con un’unica soluzione oppure tramite rateizzazione; la seconda invece, si dovrà pagare esclusivamente in un’unica soluzione.
Facciamo qualche esempio
Con il metodo storico, se il rigo “RN34” del tuo modello redditi riporta la cifra di 1.000€, vuol dire che dovrai pagare: 1.000 € come saldo dell’anno che si sta dichiarando e 1.000 € a titolo di acconti.
La cifra in RN34 è superiore a 257,52 €, ti sarà permesso pagare in due rate: il 60% di 1.000€ entro il 30 giugno e il restante 40% entro il 30 novembre.
Se invece prevedi che l’imposta da pagare nell’anno successivo non sarà 1.000 € ma ad esempio 800 €, potrai calcolare l’acconto con il metodo previsionale e pagare in base alla cifra prevista con le stesse modalità: 60% a giugno e il restante 40% a novembre.
Ma fa’ attenzione, se la cifra dovesse risultare errata e ad esempio, anziché 800 €, fosse di 1.100 €, a quel punto dovrai versare la differenza di 300 € più sanzioni e interessi.
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