COME SI LEGGE LA BUSTA PAGA?

Qual è il calcolo che trasforma la paga lorda in una retribuzione nettamente inferiore? Quali sono le voci che si trovano nel corpo del cedolino?
Sicuramente come imprenditore, ti sarà capitato di ricevere domande sulla busta paga da parte dei tuoi dipendenti, e nella maggior parte delle volte ti sarai dovuto appellare al tuo consulente del lavoro al fine di ricevere le dovute delucidazioni.


Con questa mini guida vogliamo darti gli strumenti necessari per rispondere ai quesiti più diffusi che possono provenire dai tuoi dipendenti.

Prima di tutto, cos’è la busta paga? 

La busta paga è un documento, contrassegnato da numerazione INAIL univoca, il quale attesta la  retribuzione corrisposta o da corrispondere al dipendente.  

Deve essere necessariamente consegnata al proprio dipendente entro qualche giorno dal pagamento  della retribuzione, al fine di non intercorrere in pesanti sanzioni.

Nota bene, elemento fondamentale è che il cedolino sia firmato dal dipendente, per presa visione,  al fine di tutelarti da contestazioni future; la firma però non tutela solo il datore di lavoro, ma anche  il lavoratore che possa così far valere i propri diritti qualora non venisse pagato.  

Ricordati che il calendario delle presenze è obbligatorio, può assumere la forma che più ritieni  consona ed inserirlo nel cedolino paga, o creare un documento sperato, ma dovrà necessariamente  essere compilato indicando le ore effettuate, le ore di eventuale straordinario o le assenze ed il motivo  di queste. 

Ho ricevuto la busta paga, come si legge? 

Per praticità dividiamola in tre sezioni:

Parte informativa, ovvero la parte iniziale del cedolino. Dove possiamo trovare i dati fiscali del  datore di lavoro e del dipendente, il mese di retribuzione, il monte ore, la paga base determinata dal  CCNL, la matricola INPS, il numero degli scatti di anzianità, se previsto l’importo del superminimo,  Indennità di contingenza (un importo che in linea teorica dovrebbe adeguare la retribuzione al costo  della vita, che però non vede aggiornamenti dal 2001), EDR (10,33 euro lordi erogati a tutti i  dipendenti indistintamente).  

Semplificando, la parte informativa è una sorta di carta di identità che permette di identificare subito  il tuo dipendente, il suo orario di lavoro e la mansione svolta all’interno dell’azienda, oltre tutte le  altre componenti sopra riportate. 

Sviluppo. Questa è la sezione centrale della busta paga, dove viene calcolato prima il lordo che  successivamente verrà trasformato in netto. Ma andiamo per gradi.  

Cerchiamo prima di capire meglio, quali componenti concorrono a formare il reddito lordo?

Ovviamente sarà la paga base, stabilita in maniera mensilizzata o a paga oraria, in base al tuo CCNL  o agli accordi intercorsi. Ovviamente si crea un sensibile divario nello sviluppo del cedolino nelle 

due casistiche, dove nel caso di una paga mensilizzata ci saranno poche variazioni rispetto a quanto  previsto, mentre nel caso della paga oraria influiranno molti più elementi come le ferie o i permessi.  

Gli elementi che concorreranno al nostro conteggio saranno tutte le situazioni “straordinarie” come  gli straordinari per l’appunto, il lavoro domenicale o festivo, i permessi retribuiti o meno, premi  produttività, anticipo sul TFR o gli eventi tutelati (che verranno quindi pagati da un ente terzo e ne  sarà assicurata la fruizione al lavoratore) quali congedo di malattia, infortunio. 

Dopo aver conteggiato il nostro reddito lordo dobbiamo chiederci quali sono gli elementi che  concorrono alla determinazione del reddito netto? 

Totali. È la terza ed ultima parte del cedolino che risponderà alla domanda; infatti, vedremo indicate  le trattenute fiscale IRPEF, i contributi previdenziali e le indicazioni relative al TFR.  

Iniziamo dal calcolo che trasformerà il lordo in netto:  

Imponibile lordo mensile  

• Ritenute previdenziali ed assistenziali (quote da versare ad INPS ed INAIL che garantiranno  al dipendente prestazioni quali, Cassa integrazione, trattamento economico in caso di malattia  o infortunio, pensione … una parte dei contributi è a carico del dipendente, l’altra del datore  di lavoro)  

 =  

Imponibile fiscale: calcolo in base ad aliquote progressive IRPEF. 

Scaglioni IRPEF

Attualmente, a seguito della riforma fiscale Irpef, questi sono i seguenti scaglioni: 

•Fino a 15k = aliquota 23%  

•Tra 15k e 28k = aliquota 25%  

•Tra 28k e 50k = aliquota 35%  

•Oltre 50k = aliquota 43% 

Da questo conteggio viene determinata l’Imposta netta IRPEF. Adesso andranno tolte tutte le  detrazioni come, ad esempio, quelle per il coniuge a carico.  

Infine, in calce alla busta, sarà possibile anche verificare le ore di permessi e ferie maturate, godute e  residue. 

Se sei interessato ad approfondire questo argomento puoi richiederci una consulenza personalizzata per analizzare il tuo caso concreto.

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