POSSO APRIRE UNA PARTITA IVA SE LAVORO COME DIPENDENTE?

Se da qualche tempo hai l’idea di avviare una tua attività, di impresa oppure professionale in modo continuativo devi necessariamente aprire una partita IVA.

Vediamo quindi se puoi prendere la partita iva se sei anche lavoratore dipendente.

Non possiamo rispondere a questa domanda in senso netto in quanto bisogna andare a verificare la situazione personale. Innanzitutto, la questione cambia se sei un lavoratore dipendente del settore privato oppure sei un dipendente pubblico.

Sei un lavoratore dipendente nel settore privato?

La tua nuova attività a Partita IVA può coesistere con il lavoro dipendente, con il vantaggio, a differenza di un secondo lavoro, che non avrai il limite del monte orario settimanale da non superare fra le due attività. Dovrai però prestare attenzione al divieto d concorrenza, infatti le due attività dovranno differenziarsi; dovrai anche mantenere il segreto professionale e non utilizzare per la tua attività informazioni apprese sul tuo posto di lavoro.

Sei un lavoratore dipendente nel settore pubblico?

Se sei un lavoratore pubblico le cose cambiano. Infatti, tutti i dipendenti della pubblica amministrazione hanno il vincolo dell’esclusività cioè devono svolgere il proprio lavoro in via esclusiva per l’Ente per cui sono assunti. E quindi in linea generale nel pubblico impiego lavoro dipendente e partita IVA hanno qualche problema di coesistenza.


Ci sono tuttavia delle eccezioni.

Il dipendente pubblico può percepire redditi di lavoro autonomo a patto che sia autorizzato dalla propria amministrazione e se:
• l’incarico è temporaneo e occasionale e non interferisce con il suo impiego;
• non vi sia conflitto di interessi con la pubblica amministrazione;
• l’attività venga svolta fuori dall’orario di lavoro dipendente;


Sulla base di questi criteri sono sicuramente incompatibili le attività di carattere commerciale o industriale ma anche professionale che non hanno uno specifico albo;

Altre eccezioni riguardano le deroghe al patto di esclusività:

in particolare, se hai un contratto part time con la pubblica amministrazione a meno del 50% delle ore stabilite dalla legge se sei un insegnante. un docente a tempo pieno può aprire la partita iva per svolgere una professione regolamentata che però deve essere collegata alle materie insegnate. Per esempio un insegnante di Economia potrà svolgere l’attività di Commercialista.


Adesso che abbiamo definito se puoi o meno aprire la tua P.IVA, cerchiamo di delinearne il regime più̀ idoneo fra i tre presenti nel nostro scenario contabile:

  • Regime Forfetario, il più̀ vantaggioso, in quanto il reddito derivante dalla tua attività non si sommerà a quello di lavoro dipendente (come invece avverrebbe se tu lavorassi per due datori di lavoro distinti), ma viene tassato in maniera autonoma con una aliquota sostitutiva del 5% per i primi cinque anni, poi al 15% indeterminatamente. Questo regime prevede altri vantaggi, come bassi costi di gestione, non applicazione di IVA o di ritenute di acconto, però non dovrai superare i 30.000 euro lordi anni da lavoro dipendente, non sostenere spese per lavoro dipendente superiori a 20.000 euro annui, e non potrai fatturare più̀ di 65.000 euro annui. Ricordati che se dovessi optare per questo regime non dovrai più̀ presentare il modello 730, ma il Modello Unico, conosciuto come modello 740.
  • Regime Semplificato, un livello superiore a quello forfetario, dove innalzerai il limite del volume di affari a 400.000 euro se la tua attività offre servizi o 700.000 euro se vendi prodotti. Le spese di gestione sono sicuramente superiori al regime di cui sopra, ma potrai avere il vantaggio di detrarti i costi sostenuti, ti converrà quindi, nel caso in cui tu prospettassi maggiori ricavi o dove sostenessi spese consistenti che nel Forfetario andrebbero persi.
  • Regime Ordinario, in questo caso abbiamo il regime naturale per una azienda, senza limiti. Ricordati però che sia nel regime semplificato che in quello ordinario dovrai sommare i vari redditi, rischiando di rientrare nello scaglione IRPEF più̀ alto.

E per la contribuzione INPS?


Se sei un professionista senza albo dovrai iscriverti alla gestione separata INPS; sarà calcolata la percentuale da versare sui redditi prodotti la lavoro autonomo, in sede di dichiarazione dei redditi, potendo contare sul vantaggio di una percentuale ridotta, tenendo conto del fatto che stai già versando i contributi come lavoratore dipendente.

Nel caso, invece, che la tua attività sia un’impresa commerciale dovrai prima di tutto verificare quale sia la tua attività prevalente; se il tuo lavoro dipendente sarà almeno di 36 ore settimanali verrà considerato prevalente permettendoti di evitare di versare INPS, al fine di non incorrere in una doppia contribuzione.

Se vuoi approfondire questa tematica ed analizzare il tuo caso personale, non esitare a contattarci, prenotando una consulenza online.

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