Entra in vigore il codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza: vediamo cosa cambia!

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Entra in vigore il codice della crisi d’impresa, nell’articolo di oggi vediamo insieme di cosa si tratta.

Vi sarà capitato ultimamente di ricevere una comunicazione della Agenzia delle Entrate di compliance, strumento usato dall’ufficio per andare incontro al contribuente che avesse omesso il pagamento di un debito tributario oppure che lo avesse emesso solo in parte. 

Avrete notato la presenza di una novità, analizziamola insieme.

Novità del codice della crisi d’impresa

Le imprese e i soggetti IVA, hanno inviato alla Agenzia delle Entrate la liquidazione periodica IVA per quanto concerne il primo trimestre 2022. 

Con questa comunicazione, i contribuenti, trasmettono all’ Agenzia qual è il loro debito IVA periodico. Così facendo, l’ufficio potrà rendersi conto in tempi assai brevi di un eventuale omesso o insufficiente versamento, potendo così inviare la segnalazione al contribuente. 

Dal primo luglio sarà presente un avviso in più!

Se hai un debito IVA superiore a 5.000 euro, verrai invitato a saldare il debito oppure a valutare se sei o no in crisi. 

La normativa ha infatti previsto che a partire dalle comunicazioni periodiche IVA riguardanti il primo trimestre 2022, l’Agenzia delle Entrate, segnali al soggetto contribuente e all’organo di controllo se esistente, quindi collegio sindacale ecc…

I versamenti dell’imposta superiore a. 5.000 euro, con l’obiettivo di consentire alle imprese di valutare un eventuale ricorso alla composizione negoziata, al fine di prevenire lo stato di crisi. 

Secondo questa norma infatti, avere un debito IVA superiore a 5.000 euro, fa scattare la presunzione dell’esistenza di una possibile crisi d’impresa. L’imprenditore dovrà pertanto valutare se non sia il caso di rivolgersi alla Camera di Commercio per l’attivazione di una procedura negoziata.

Non possiamo dare la colpa alla Agenzia delle Entrate!

Visti i tempi di crisi e di inflazione, tutto questo ha suscitato diverse polemiche, non si può dare però tutta la colpa alla Agenzia delle Entrate, non è stata una sua iniziativa! 

L’agenzia delle Entrate, non è infatti la sola che deve inviare queste segnalazioni. 

Tra i creditori pubblici qualificati vi sono infatti anche l’INPS e l’ Agenzia delle Entrate Riscossione. Sono loro che dovranno segnalare l’eventuale superamento di determinate soglie di esposizione debitoria fiscale e contributiva all’imprenditore e, se esistente, anche all’organo di controllo, tramite PEC o raccomandata con avviso di ricevimento. 

L’obiettivo della norma è quello di andare incontro all’imprenditore, informandolo di una possibile crisi d’impresa per potersi attivare in tempo.

Quali sono le soglie di indebitamento per definire la crisi d’impresa?

Le soglie di indebitamento sono diverse a seconda dei tributi. 

  • Per l’INPS in caso di imprese con lavoratori dipendenti, si parla di un ritardo nel versamento di contributi previdenziali di 90 giorni e di ammontare superiore al 30% di contributi dovuti nell’anno precedente e comunque a 15.000 euro.
  • Invece per le imprese che non hanno dipendenti, la soglia scende a 5.000 euro.
  • Per l’Agenzia delle Entrate, ci vuole un debito scaduto e non versato relativo a IVA, risultante dalle liquidazioni periodiche comunicate, superiore all’importo di 5.000 euro.
  • Per l’Agenzia delle Entrate Riscossione, il debito scaduto, dovrà essere di oltre 90 giorni e con importo superiore a 100.000 euro per gli imprenditori individuali, 200.000 euro per le società di persone e 500.000 euro per le altre società.

Quali saranno le tempistiche?

Anche le tempistiche saranno differenti: per l’INPS le segnalazioni saranno relative ai debiti accertati dal primo gennaio 2022.

Per l’Agenzia delle Entrate i debiti evidenziati dalle comunicazioni periodiche relative il primo trimestre 2022. 

Per l’Agenzia Entrate-Riscossione, i carichi affidati all’agente della riscossione a decorrere dal primo luglio 2022 e saranno inviate entro 60 giorni dall’accertamento del debito. 

L’Agenzia delle Entrate, ad esempio, sta inviando le segnalazioni riguardanti il primo trimestre 2022 perché la comunicazione della liquidazione IVA di quel trimestre è stata inviata dai contribuenti entro il 31 maggio, pertanto entro la fine di luglio dovranno pervenire le lettere di compliance aggiornate con la nuova normativa.

Il secondo trimestre arriverà entro la fine di novembre, il terzo entro la fine di gennaio 2023 e il quarto entro la fine di aprile.

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Vuoi sapere anche le novità sui controlli fiscali 2022? Vai a leggere l’articolo precedente qui.

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